Il nostro Venezia sta al terzo piano di un palazzo storico. Non c'è l'ascensore, e le scale sono ripide — lo diciamo subito, perché Venezia si sceglie con cognizione. Ma chi arriva in cima trova una casa che parla la lingua della città: le travi scure a vista, la pietra d'Istria nelle nicchie, le finestre con la balaustra che guardano su una calle.
La stampa fotografica di San Marco è la firma della casa. Torna in salotto, nella camera padronale, nell'atrio — una presenza discreta, quasi un ritratto di famiglia. Il rosso è l'altro filo: sui pullman del letto padronale, sugli sgabelli da bar, nelle rifiniture. È una Venezia contemporanea ma radicata, curata nei dettagli e calda nei materiali.